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Stefano Perottoni 4
B 1999/2000
Capire e vivere in prima persona cosa provi un extracomunitario povero lungo
il suo "esodo" dal paese natio verso l'Italia, rappresenta sicuramente
un valido mezzo per comprendere le difficoltà di una vita nata in uno stato
spesso svantaggiato rispetto al nostro, che cerca quella serenità e
quell'opportunità negata attraverso un viaggio di "sola andata".
A Reggio Emilia ho potuto intraprendere "virtualmente" il viaggio,
scegliendo prima di tutto un'identità tra quelle messe a disposizione ed
incamminandomi lungo un percorso a tappe realizzato all'interno di una vasta
area suddivisa e allestita appositamente. All'interno dell'area vi erano
soprattutto attori (tutti extracomunitari) che svolgevano ruoli diversi: dai
mercenari ai doganieri. Una delle prime esperienze che ho vissuto è stata la
prigione, catturato insieme ad altri miei compagni da spietati militari, dopo
vani tentativi di fuga, ho potuto evadere "comprando" i secondini:
vendendo ciò che possedevo. Sono fuggito ai mitra dei mercenari ed ho dovuto
sostare spesso lungo il mio viaggio, per trovare denaro con il quale proseguire.
Una delle imprese più difficili rimaneva comunque ottenere il permesso di
soggiorno per entrare legalmente in Italia: ho ottenuto un lavoro permanente che
mi garantisse libertà economica e così ho potuto risiedere in Italia.
Sfortunatamente non tutti i miei compagni di viaggio hanno avuto la mia stessa
fortuna ed ho potuto capire come ciò che mi sia capitato sia stata una delle
tante esperienze che uomini, donne e bambini vivono per poter sperare in un
futuro migliore. L'esperienza a Reggio Emilia è stata un gioco, ma nella realtà
è la vita di molti extracomunitari che viene "messa in gioco". |