Scappare per vivere
 
di Abu


Poiché nel mio Paese, la Sierra Leone, è in atto una sanguinosa guerra civile (i media la definiscono crisi politica), mi sono visto costretto a richiedere asilo politico e lo stato di rifugiato.

Mi chiamo Abu e ho 28 anni. Sono nato infatti l’8 maggio del 1973 in una provincia del nord della Sierra Leone, nell'Ovest dell' Africa.

Tre giorni prima del 6 gennaio 1999 si cominciò a sentire voci che annunciavano la imminente presa di Freetown, la capitale, da parte dei ribelli .

Noi giovani subito organizzavamo la nostra salvezza apprestando posti di blocco e cercando di individuare ed evitare i ribelli infiltrati.

Il 6 gennaio, alle tre del mattino, fronteggiammo un gruppo di uomini che volevano superare il nostro posto di blocco. Li interrogammo per sapere la loro identità, qual era la loro missione e dove fossero diretti. Ma nessuna delle loro risposte era convincente e sincera così che capimmo che erano dei ribelli e decidemmo di tenerli in nostra custodia. Pochi minuti e sentimmo rumori di bombardamenti: i ribelli ci avevano circondato.

Molti di noi furono arrestati e puniti molto severamente. Io riuscii a scappare e a trovare un rifugio evitando di rimanere vittima della carneficina. Molti furono uccisi. Vennero uccise donne e bambine, per vendetta abusarono di mia moglie e della piccola sorella: non le rividi più. Mia madre e mio padre furono brutalmente uccisi.

Quante atrocità ho dovuto vedere! Anche col nuovo governo al quale poi da illuso avevo anch'io aderito. In breve anch'io mi trovai in pericolo di vita e presi la decisione di venire in Italia come rifugiato.

Sono grato al governo italiano per l’incoraggiamento e l’aiuto ricevuti.

 

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