Bombe sulla scuola
di Javad

Da una parte della città sorgeva il sole e diffondeva calore e tranquillità con i suoi raggi, riscaldava l’erba appena nata, incitava i bambini a giocare... insomma, stava iniziando una nuova giornata. Dall’altra parte della città la gente correva da tutte le parti spaventata da rumori terrificanti, mentre correvano si domandavano cosa stesse accadendo, tutti si guardavano negli occhi spaventati finché una voce tra la folla annunciò che la guerra era iniziata; le persone guardarono il cielo e videro uno sciame di aerei che sganciavano bombe sulla città. Correvo per arrivare a casa. Quando giunsi vidi il mio vicino e gli domandai dove fosse Jasem, il suo fratellino, la sua risposta fu: «è a scuola». Con stupore dissi:«a scuola?!!». Gli comunicai che la scuola era stata bombardata, ci bastò uno sguardo per intenderci, ci mettemmo a correre verso la scuola e giunti a destinazione con grande dolore vedemmo la scuola rasa al suolo e uno dei presenti ci comunicò che tutti i bambini che erano andati a scuola erano morti. Giunti a casa accendemmo la radio e la prima notizia che ci giunse fu che la guerra tra Iraq e Iran era iniziata per motivi religiosi ed economici: cioè l’Iran voleva che l'Islam si diffondesse in tutta la penisola Arabica, mentre quest'ultima e l’Occidente erano spaventati perché se l’Islam si fosse diffuso, l’Iran avrebbe avuto il potere economico di tutta l’area arabica. Con l’inizio della guerra dovetti lasciare la mia città per recarmi in un'altra più sicura, Qom situata nel centro-nord dell’Iran. Nonostante avessi cambiato città i brutti ricordi restarono con me facendomi venire la voglia di andare a proseguire i mie studi in un altro Stato. Perciò mi trasferii in Siria e conclusi il ciclo dei miei studi laureandomi in giurisprudenza ma il ricordo di Jasem non mi abbandonò mai anzi la sua morte fu per molte volte un momento di grande riflessione sulla vita e sulla PACE. Queste riflessioni mi hanno portato a studiare fuori dal mio paese, avvicinandomi alla cultura Occidentale in specifico nel Diritto. 

Un cenno storico per capire meglio

L’Iran era isolato internazionalmente dopo la rivoluzione khomeinista che avea cacciato lo scià Rheza Palhavi e per la crisi degli ostaggi americani (per oltre un anno - dal novembre ’79 al gennaio ’81- il personale dell’ambasciata USA a Teheran fu tenuto prigioniero da un gruppo di militanti islamici che agivano con il consenso delle nuove autorità. Il paese stava attraversando, inoltre, un momento di grave difficoltà economica. Ne approfittò il vicino Iraq di Saddam Hussein che attaccò nel settembre 1980 per impadronirsi di alcuni territori da tempo contesi. La guerra rappresentò un preoccupante motivo di tensione internazionale (per il golfo persico passava il 30% della produzione petrolifera mondiale). Il conflitto si protrasse per otto anni e si risolse in una spaventosa quanto inutile carneficina. L’Iran inviò al fronte anche i ragazzi; l’Iraq fece ricorso ad armi chimiche. Nel complesso si ebbero circa un milione di morti su una popolazione complessiva dei due paesi poco superiore ai trenta milioni.

 

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